
Insonnia e disturbi del sonno
Insonnia: il disturbo del sonno più frequente
L’insonnia è uno dei disturbi del sonno più frequenti. Si manifesta attraverso una difficoltà persistente nell’addormentarsi, nel mantenere il sonno o nella presenza di un sonno percepito come non ristoratore, associata a conseguenze durante il giorno, come stanchezza, difficoltà di concentrazione, alterazioni dell’umore o riduzione della funzionalità nelle attività quotidiane.
Le stime epidemiologiche indicano che circa il 10-15% degli adulti presenta un’insonnia persistente e clinicamente rilevante. La presenza occasionale di sintomi di insonnia è invece molto più frequente.
Quando i sintomi sono presenti almeno tre volte alla settimana e persistono per almeno tre mesi, in presenza delle necessarie conseguenze diurne, si parla di insonnia cronica.
Nel tempo, l’insonnia persistente è stata associata a una maggiore frequenza di diverse condizioni di salute, tra cui problemi cardiovascolari e metabolici e disturbi dell’umore. Queste associazioni devono essere valutate nel contesto della storia clinica individuale, considerando anche la possibile presenza di fattori comuni e di altre condizioni concomitanti.
La valutazione dei disturbi del sonno presso ISMERIAN
Il percorso inizia con una valutazione clinica finalizzata a comprendere le caratteristiche del disturbo, la sua durata e il suo impatto sulla vita quotidiana. Attraverso il colloquio con il professionista, specifici questionari e, quando indicato, il diario del sonno, è possibile raccogliere informazioni utili per inquadrare il problema e individuare eventuali fattori che possono contribuire alla sua insorgenza o al suo mantenimento. Quando la valutazione clinica lo rende opportuno, possono essere indicati ulteriori approfondimenti diagnostici. Tra questi può rientrare la polisonnografia, un esame che consente di registrare diversi parametri fisiologici durante il sonno e che viene utilizzato soprattutto quando è necessario approfondire il sospetto di altri disturbi del sonno, nei casi resistenti al trattamento o in presenza di specifiche indicazioni cliniche.
L’obiettivo della valutazione non è quindi soltanto descrivere il sintomo, ma comprendere il quadro complessivo e individuare il percorso di intervento più appropriato.
Il trattamento dell’insonnia
Il trattamento viene definito sulla base delle caratteristiche individuali del disturbo e degli eventuali fattori che possono contribuire al suo mantenimento. Tra gli elementi che possono essere approfonditi rientrano:
- tipologia e caratteristiche dell’insonnia;
- durata e andamento dei disturbi del sonno;
- abitudini e comportamenti legati al sonno;
- pensieri e preoccupazioni associati alla difficoltà di dormire;
- presenza di tensione, difficoltà di rilassamento o elevata attivazione;
- presenza di ansia, depressione, stress o altre condizioni concomitanti;
- eventuali comportamenti che possono contribuire al mantenimento dell’insonnia.
Per l’insonnia cronica negli adulti, le linee guida europee indicano la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) come trattamento di prima scelta. La CBT-I può essere condotta individualmente o attraverso modalità digitali e integra differenti componenti cognitive e comportamentali.
Il trattamento interviene sui meccanismi che possono contribuire al mantenimento dell’insonnia, lavorando, in relazione alle esigenze della persona, sulla regolazione delle abitudini di sonno, sul controllo dello stimolo, sulla gestione dei pensieri e delle preoccupazioni legate al sonno e sulla riduzione dell’iperattivazione associata alla difficoltà di dormire.
La terapia farmacologica può essere presa in considerazione in specifiche situazioni cliniche, secondo una valutazione individuale e nell’ambito di un percorso medico. Le linee guida sottolineano infatti che la scelta del trattamento deve tenere conto delle caratteristiche della persona, delle eventuali comorbilità, dei benefici attesi e dei possibili rischi.
Che cosa ci si può aspettare dal trattamento?
Il trattamento dell’insonnia può avere l’obiettivo di intervenire su diversi aspetti del problema, tra cui:
- riduzione del tempo necessario per addormentarsi;
- diminuzione dei risvegli notturni e del tempo trascorso svegli durante la notte;
- aumento dell’efficienza del sonno;
- miglioramento della durata e della qualità percepita del sonno;
- riduzione delle preoccupazioni e dei pensieri associati alla difficoltà di dormire;
- acquisizione di strategie più efficaci per gestire gli episodi occasionali di insonnia;
- miglioramento della relazione con il sonno e della fiducia nella propria capacità di affrontare eventuali difficoltà future.
La CBT-I ha dimostrato di poter produrre miglioramenti clinicamente significativi dei sintomi dell’insonnia e benefici che possono mantenersi nel tempo.
L’obiettivo del percorso non è quindi soltanto dormire meglio nell’immediato, ma favorire l’acquisizione di strumenti che aiutino la persona a comprendere e gestire i meccanismi coinvolti nell’insonnia anche nel lungo periodo.
